l'esagramma "li" o doppiofuoco

LE ORIGINI DELLA NOSTRA SCUOLA

Il trentesimo esagramma dello Yi Jing, il ‘libro dei mutamenti', viene chiamato FUOCO, o meglio DOPPIO FUOCO.
E' un esagramma molto bello e significativo nella cultura cinese.
Il suo nome nasce dal fatto che ambedue i suoi trigrammi costituenti (tutti i sessantaquattro esagrammi sono internamente composti da due degli otto trigrammi base) sono Li, il fuoco.

La sentenza dell'esagramma dice:
Fuoco. E' proficuo perseverare.
Successo. Prendersi cura della vacca conduce ad un esito fortunato.

E la sua immagine:
Doppia lucentezza simboleggia il Fuoco.
L'uomo illuminato perpetua la luce
e illumina i quattro angoli dell'universo.

Il ‘doppio fuoco' ha radici profonde nel pensiero cinese: in medicina tradizionale il fuoco é l'unico dei cinque elemento-movimenti che si raddoppia: al fuoco rosso-materiale corrispondente al cuore ed all'intestino tenue (mente-pensiero-razionalità) si contrappone (o meglio 'si relaziona') il fuoco azzurro-spirituale corrispondente al 'maestro del cuore' e 'triplice riscaldatore' (sintesi-elaborazione-vista d'insieme).
il segno così com'é ha già di per sé un grande senso di completezza, di totalità 'attiva', ma il commento ci parla di una 'cura della vacca' (o meglio del bue o bufalo).
E' una bella analogia molto cara all'iconografia sia cinese che indiana (buddista) e spiega con chiarezza 'come' questa completezza-totalità si manifesta nel vivere quotidiano.
Uno dei primi allievi che Budda ebbe dopo essersi illuminato fu proprio un guardiano di buoi con il quale aveva fatto amicizia mentre meditava sotto l'albero della Bhodi. E' molto amato il sutra in cui Budda, parlando a questo allievo, rapporta tutto il suo insegnamento con il 'prendersi cura del bue': il bue é mansueto, costante, ma molto forte...
Quando il buddismo fu introdotto in Cina si incontrò con il mito di 'Lao Zi che cavalca il bue' (lo si può vedere disegnato in molti ristoranti cinesi) con analogo significato simbolico concettuale.
Lao Zi, il Vecchio Maestro, insieme alla sua opera, il ‘libro della Via e della sua Virtù, é il caposaldo, la stella polare del taoismo, la religione autoctona più antica dei cinesi.
Sembra proprio a causa di queste microanalogie con il taoismo che la ‘nuova religione', il buddismo, trovò terreno fertile nel 'paese di mezzo'.

Dal punto di vista di un responso divinatorio l'esagramma LI afferma che si hanno tutte le risorse energetiche, fisiche e concettuali per vivere i problemi e contrasti in maniera 'luminosa'.
Dice anche che quello che si sta facendo non é né una fuga né un palliativo, ma una possibilità di portare 'profumo' nella propria vita come in quella degli altri: una realtà in cui ci si realizza realizza.
Come dice l'immagine: vi é la possibilità di illuminare i quattro angoli dell'universo.
Il vero fuoco si manifesta con l'apparente mansuetudine (vacca-bue) esteriore, ma che é in realtà lo specchio della potenza interiore. Inoltre, per mantenere costante la fiamma dell'attività é necessario agire con circospezione e cura, nello stesso modo in cui si accudisce qualcosa di prezioso, per evitare che bruci tutto in una vampata e perdendone così i benefici frutti.
Salvo diverse indicazioni tratte dalle linee mutevoli, l'esagramma LI é un segno di buon auspicio.

 

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